Dicci subito come ti è venuto in mente questo sito...

Non sono solo io a farlo, mi aiuta Federico. I film catalogati in questo sito lui li ha visti tutti, io alcune

cose me le sono perse perché al cinema ci va soprattutto col padre. Comunque è Federico che ha stabilito i giudizi.

Stessi gusti?
Beh, la differenza d'età si fa sentire, a lui piacciono cose che io non capisco.

Tipo?
Quando era più piccolo Digimon e Pokemon. Sono andata anche io a vederli, ma mi sono addormentata. Russavo. Federico mi ha dato le gomitate per farmi svegliare. Secondo me contengono messaggi subliminali diretti ai soli adulti...E poi li trovo incomprensibili, ancora non ho capito la storia di fondo. Mi sono fatta spiegare, ma lui non c'è riuscito e mi guardava come fossi scema.

Credo che siano storie legate al mondo virtuale
Boh, comunque è un genere che ormai ha superato. Ora è attratto dai film horror o tipo Matrix. Insomma, quelli che sembrano quasi video games.

Non ha paura?
Una fifa blu, ma lo capisco, aver paura è divertente, ma solo nel caso in cui si possa guardare in faccia il mostro. Altrimenti è angoscia profonda (bel titolo per un film), qualcosa che ti tocca corde che è meglio non sfruculiare.Come nei grandi miti, il coraggio è nell'affrontare la paura, ma il mostro dev'essere visibile.

Moby Dick...
Già, non a caso uno dei miei film cult è Lo Squalo di Spielberg. Lo trovo davvero metafisico.

E Federico lo ha visto?
Certo che lo ha visto! Però quand'era più piccolo censuravo le scene truculente.

Censuri?
Non censuro. Odio la censura. Prima sceglievo io, ora cerco di discuterne con lui. Credo sia mio dovere. Anche se forse sono un po' di manica larga. In TV Federico vede quello che vuole, ma se un programma non mi convince intervengo e cerco di farlo ragionare. Questa abitudine mi ha dato l'idea di un sito come questo. Mi sono chiesta, ma gli altri genitori come fanno? Come si fanno un'idea di un film? Basta leggere le recensioni sul giornale? E così ho scoperto un sacco di cose, come i ratings stranieri e la nostra indifferenza per quello che propiniamo ai bambini senza un minimo di analisi. Ho scoperto di essere più danese che italiana...

E così è nato questo sito...
Mi piacerebbe creare l'abitudine di visitare il nostro sito per farsi un'idea. E' un sito di servizio, però ci abbiamo messo anche le nostre idee e opinioni. L'importante è mettere a disposizione tutte le informazioni possibili, poi ognuno decide come vuole.

E a casa cosa vedete?
Ognuno ha la sua TV. Non voglio che sia costretto a vedere quello che vedo io quando non c'è qualcosa da vedere insieme. Io per esempio amo molto Blob, Chi l'ha visto, Ballarò, Che tempo che fa. Non posso rinunciarci e quindi lui si vede i programmi che gli piacciono. Però ogni tanto vado a controllare cosa guarda. Forse mi illudo, ma credo che abbia una buona capacità critica. Che veda sitcom americane per adolescenti non mi preoccupa, anche se ho notato che hanno una certa influenza sul suo comportamento. Ma impedirglielo credo che sarebbe peggio. Del resto anche io e le mie sorelle vedevamo Happy days tutti i giorni e poi Spazio 1999 e cose del genere, per non parlare delle prime telenovelas.

E con la pubblicità come ti regoli?
A me la pubblicità piace...ce ne sono di molto belle e intelligenti. Un peccato che praticamente tutta la creatività italiana sia concentrata sulla pubblicità. Questo da un punto di vista estetico. Per il resto con me non attaccano neanche i consigli per gli acquisti...

E non c'è nulla che gli impedisci di vedere?
Certo, ogni tanto butta lì che vorrebbe vedere L'Esorcista. Pare che sia una prova di coraggio, una specie di rito d'iniziazione. Alcuni suoi amici dicono di averlo visto e affermano di non essersi spaventati, il che mi sembrerebbe un segnale preoccupante...

E tu?
Gli chiedo se è matto...Di certo io non glielo consento, dovrà vederselo di nascosto, come facevano i ragazzi di un tempo con Malizia...

C'è una bella differenza
Segno dei tempi, il sesso non è più un tabu. O forse non ha ancora l'età.

E che altro ?
Non so, di solito è lui che si regola. E' attratto dai film horror, ma poi cambia canale quando si rende conto di non reggere la paura. Fino a che non ha visto Signs, non ha avuto paura del buio. Da quella volta ha voluto la lucetta accesa tutta la notte. Da allora ho capito come regolarmi. Tutto dipende dal tipo di atmosfera del film. La suggestione e la tensione rispetto a qualcosa che non si vede e non si può combattere possono diventare troppo difficili da affrontare ad una certa età. E infatti non ha chiesto di vedere Il sesto senso in TV.

E come fa a sapere di che si tratta?
Scherzi? i nostri figli sanno tutto, sono informatissimi, vedono i trailers. Federico è un archivio ambulante delle novità cinematografiche. Sa cose che io non so o che mi sfuggono, arriva anche a documentarsi, cercare le schede dei film. Insomma, la stessa curiosità e attenzione che ha per i giochi della Playstation. Magari fosse così anche con le materie scolastiche...

Gioca molto?
Forse sì, una mezzoretta al giorno. D'altra parte capisco questa passione. Anche io gioco spesso col Game boy e sono campionessa dei giochi di Super Mario. Ho battuto perfino Federico, anche se non sono veloce come lui. E mi piacciono molto i solitari sul computer.

E a scuola, come va?
Beh, ancora è da vedersi. Quest'anno fa la prima media e qualche problema ce l'ha perchè ha frequentato una scuola britannica per 8 anni e ora va alla scuola italiana. Ci vorrà un po' perchè si ambienti. Ma non sono preoccupata, ho trovato insegnanti in gamba e ho fiducia nella nostra scuola.

E tu che fai?
Sono giornalista e scrittrice.

E che scrivi?
Il mio primo romanzo è ora nelle librerie. Puoi trovare notizie sul mio sito personale www.barbaraminniti.it

Interessi particolari?
A parte il cinema, la lettura e la musica.

Che stai leggendo ora?
Le bibliotecarie di Alessandria di Alessandra Lavagnino. Bel romanzo, peccato che pur essendo arrivato secondo al Premio Strega, non abbia avuto molta eco. Sfortunato, doveva competere con Non ti muovere.
Ma ho sempre un Simenon sul comodino.

E i tuoi gusti cinematografici?
Sono cresciuta in una famiglia di cinefili. Mio padre da ragazzetta ci portava tutti i giorni al Filmstudio a Roma dove ho visto di tutto. Dalla Congiura dei boiardi ai film di Totò. Ricordo ancora certi film sulla rivoluzione cubana in spagnolo con sottotitoli in francese... però poi c'era anche il primo Woody Allen. Mio padre era un intellettuale raffinato ed esigente, genere "Cahier du cinema", un po' Fofi e un po' Aristarco, per intenderci. Del resto era un "aiacino", cioè un dirigente dell'AIACE romana.
Mia madre persona di grande cultura, ma di quelle che non si preoccupano di dire di amare Via col vento, e tengono sul comodino Pasolini e Thomas Mann. E aveva anche una grande capacità critica. Ricordo ancora una discussione piuttosto vivace fra loro: mia madre sosteneva che Il condannato a morte è fuggito di Bresson è un film "retorico". Mio padre s'incavolò...ma non riuscì a farle cambiare idea, neanche dopo due ore di discussione della quale capivo poco. Ma di quella discussione mi è rimasto il senso della volontà di ricerca...E poi lei sapeva sempre interpretare il messaggio del film collegandolo al momento storico. Mi spiegava i motivi di certe visioni del matrimonio o dell'impegno sociale e politico nei film che andavamo a vedere.
Comunque, andare al cinema con mia madre era un vero piacere. Si passava prima in pasticceria a comprare un vassoio di paste che poi si mangiavano al buio del cinema col rischio di lasciare sbaffi di crema dappertutto. E si rideva per il rumore dello scartamento che era diventato un rituale anche quello, nel cercare di fare meno rumore possibile. Con lei si andava a vedere di tutto, ma ci piaceva soprattutto il cinema un po' meno impegnato rispetto a quello cui ci indirizzava mio padre che poi però si è convertito in parte alla religione cinematografica di mamma. Insomma, con mia madre Straub non si vedeva...Poi è diventata anche una morettiana, molto più di me. La videocassetta di Caro diario se la portava appresso quando partiva per lunghi periodi.

Ma non mi hai detto nulla di quello che preferisci.
E' difficile, amo tutto il cinema. Sono rimasta legata al cinema americano, sia d'azione che d'impegno e a quello italiano. Però forse sono una nostalgica. Credo che i cinefili si dividano in due categorie: i kubrickiani e gli spielberghiani. Io faccio parte della seconda categoria. A Odissea nello spazio preferisco Incontri ravvicinati del terzo tipo, tanto per intenderci. A Bertolucci magari preferisco Pupi Avati. E se su qualche TV privata passano Ombre rosse, non ho dubbi, me lo rivedo per l'ennesima volta anche se conosco tutti i dialoghi a memoria. Però è anche vero che dopo Intelligenza artificiale ho dovuto rivedere alcune delle mie convinzioni su Spielberg...

Nessun film da segnalare?
Nulla che mi abbia colpito ultimamente, ma forse sono troppo esigente. Solo Quentin Tarantino ha detto qualcosa di nuovo, ma non è il mio genere. Forse bisogna guardare alle cinematografie emergenti.

Troppo esigente o poco attenta?
Forse anche poco attenta. Ma negli ultimi anni sicuramente il cinema di qualità è meno visibile. E poi noto che siamo diventati tutti cinici. Il cinismo ci pervade, ma di solito è un segno di debolezza. Sarà che ho 50 anni e la mia è sicuramente una generazione di idealisti, ma mi sembra che persi gli ideali non sappiamo più a che aggrapparci. Anche le nostre indignazioni passeggere mi sembrano una specie di semplice "coazione a ripetere" senza riflessione e ragionamento. E alla fine è facile rifugiarsi nel cinismo e nel conformismo. Ma io vorrei che mio figlio avesse la stessa curiosità per il mondo che avevo io, anche se la sua è di un altro tipo e soprattutto vorrei che avesse un'infanzia bella, di quelle che si ricordano per tutta la vita e contribuiscono alla tua formazione. Almeno questo spero di essere riuscita a trasmetterglielo, perchè possa essere un uomo libero come dovrebbero esserlo tutti.

Quindi su www.ilcinemadeibambini.it