Liberi di sapere,
liberi di scegliere, liberi di volare

Tuo figlio di 7 anni si è spaventato alla visione de Il gladiatore, ha avuto anche gli incubi, e tu hai pensato che forse hai un bambino fifone e complessato?
Neanche per idea! Negli altri paesi europei i bambini non lo hanno visto, almeno non al cinema: in Inghilterra, Svezia, Danimarca è vietato o sconsigliatoai minori di 15 anni, in Germania, Olanda e Finlandia addirittura ai minori di 16...In Svizzera dai 14 in giù, in Spagna il film è sconsigliato ai minori di 13 anni. Solo in Francia e in Italia è un film "per tutti".

Ma anch
e film creati per i bambini possono avere qualche avvertenza: è il caso dei tre Harry Potter che in America e in Inghilterra hanno come rating un PG che avvisa che il film è adatto a bambini maggiori di 8 anni e contenente immagini che possono angosciare i più piccoli o bambini oltre gli 8 anni particolarmente sensibili.
In Svezia e Norvegia sono sconsigliati ai minori di 11 anni, in Svizzera di 10 e in Germania di 6. Più o meno la stessa situazione della saga de Il signore degli anelli.
Di contro l'Italia, per esempio, è l'unico paese al mondo che ha valutato La passione di Cristo un film per tutti. Nel Regno Unito è vietato ai minori di 18 anni, in America ha una R, cioè minori di 17 anni accompagnati da genitori che sanno di che film si tratta. In Francia vietato ai minori di 12 anni, in Spagna se ne consiglia la visione oltre i 18 e in tutti gli altri paesi non si scende sotto il divieto di 14 anni. Cioè, più o meno gli stessi divieti di Kill Bill.
Da noi, il primo Kill Bill (2003) è stato vietato ai minori di 14 anni, mentre il secondo (2004) è diventato un film per tutti. Che è successo?

Gli altri sono esagerati?
Forse, ma chi può dirlo? In Italia certe restrizioni o indicazioni possono apparire esagerate e puritane, ma come si fa a decidere se portare un bambino a vedere un certo film? Lo vai a vedere prima tu e poi casomai ci porti anche tuo figlio?
E anche ammesso che il film non provochi danni psicologici, perchè perdere tempo e soldi costringendo un bambino a vedere un film che non capisce e che comunque non contribuisce alla sua crescita?
A questa domanda c'è chi risponderebbe che questo dimostra comunque la maturità del nostro pubblico...

Negli altri paesi europei, più sensibili ai diritti dell'infanzia soprattutto quando si intrecciano a logiche di profitto, le avvertenze riguardano anche i film a noleggio e il divieto al cinema in alcuni casi riguarda i 6 e i 12 anni, mentre in USA e in Inghilterra esiste il sistema di orientamento dei Ratings, che indica a quali fasce d'età è adatto il film. In USA senza divieto di accesso al cinema nel caso il bambino sia accompagnato dal genitore. Tutti poi hanno classificazioni anche per i DVD e i video games.
Questo sistema è affidato nel Regno Unito al British Board of Film classification, organismo non governativo, particolarmente severo, a parer nostro, sorto nel 1913 e che attraverso i decenni ha naturalmente modificato i propri criteri di valutazione.

Negli Usa il sistema è affidato alla Motion Picture Association of America, una societÓ finanziaria che gestisce in maniera monopolistica il mercato cinematografico e che ha anche il compito della classificazione dei film, dopo l'abolizione del puritano "Codice Hays" nel 1968. Questo sistema, che classifica i film solo per fasce d'età senza dare giudizi di merito, ha consentito agli interessi dell'industria cinematografica americana di superare la restrizione dei divieti sotto i 18 e i 14 anni, lasciando la scelta ai genitori. Un Comitato composto non necessariamente di soli genitori valuta i film e dopo una discussione di gruppo, li classifica. L'industria cinematografica si adegua. Ma è anche vero che questo sistema ha creato una sorta di "autocensura preventiva" che limita la libertà d'espressione in favore di una logica di profitto (meno scene vietabili, più spettatori).
La Spagna, che ha abolito la censura, ha eliminato anche i divieti stabilendo, almeno in alcune regioni, solo delle raccomandazioni (7-13-18 anni), relegando i film X (esclusivamente per adulti, cioè porno) in sale cinematografiche specifiche dove i minorenni non possono entrare.
In Germania, abolita la censura a partire dalla Costituzione, esistono quattro fasce di etÓ: 6-12-16-18 (soltanto l'Austria ne ha ancora di pi¨, 6-10-12-14-16) che vengono valutate dalle autoritÓ federali. Ad un'organizzazione politica di tipo federale risponde, in Germania come in Austria, anche la produzione cinematografica sostenuta dallo Stato. In Germania inoltre opera un Ufficio per la Tutela dei Minori e del Cittadino nei confronti dei Media, oltre varie associazioni di autocontrollo e istituzioni di rappresentanza dei cittadini.
Bisogna dire, a parer nostro, che la classificazione tedesca è la sicuramente la più severa del mondo (perfino per vedere Indiana Jones bisogna essere adolescenti...).
Tutti, a parte la Francia, si preoccupano soprattutto che il bambino non sia lasciato solo nella visione di un film e che il genitore lo accompagni non solo al cinema, ma anche nella stessa visione, aiutandolo nella comprensione di ciò che vede.

In Italia non esiste un sistema di orientamento per i film, e forse neanche più il divieto per i minori di 14 e 18, benché un progetto di legge che non si sa che fine abbia fatto, prevedeva d'inserire anche un divieto per i minori di 12 anni. Perchè è vero che esistono le Commissioni di revisione dei film, ma ultimamente i divieti stabiliti sono sempre più spesso oggetto di ricorso, il più delle volte accolto. Nelle Commissioni, inoltre, i rappresentanti dei genitori hanno voce in capitolo, ma spesso sono in disaccordo tra loro (tipici i conflitti tra genitori cattolici e genitori di sinistra), oppure in minoranza rispetto agli altri membri che rappresentano l'industria cinematografica. Infatti non si capisce bene anche quali siano i criteri che vengono utilizzati per stabilire un divieto.
Del resto è difficilissimo conoscere i divieti, che comunque sono sempre motivo di polemiche perchè in Italia il divieto e intrecciato con l'idea della censura, mentre sarebbe necessario finalmente abolire la censura e concentrarsi esclusivamente sulla tutela dell'infanzia con l'introduzione della classificazione e soprattutto con l'introduzione dell'educazione ai Media che all'estero fa spesso parte delle materie scolastiche.

Ma perchè non si abolisce la censura?

In linea di massima i paesi che hanno adottato il sistema della classificazione, hanno contestualmente abolito la censura, cioè il reato di "offesa al buon costume", quello che ha permesso alle forbici ministeriali di sezionare opere firmate da Fellini, Visconti, Pasolini, Rossellini, ecc. In Italia giacciono in Parlamento diverse proposte di legge per la promozione del cinema italiano e per l'abrogazione o l'ulteriore modifica della legge n. 161/62 per la revisione dei film e dei lavori teatrali (già in parte modificata dalla legge 203/95). Questa legge contiene il famigerato art. 6 e cioè il reato di "l'offesa al buon costume". Sarebbe davvero ora di liberarsene...
La questione spinosa, però, ancora non viene affrontata.

 

Chi siamo: sono una mamma giornalista e scrittrice. Con mio figlio, quando era piccolo (ora ha 28 anni), ho deciso di costruire un sito per aiutare i genitori ad orientarsi. Ma più mio figlio cresceva più diminuiva il suo aiuto e soprattutto la nostra frequentazione di film per bambini. Infatti nel nostro data base mancano tutti i film degli anni dal 2006 all'inizio del 2013. Vedrò di riuscire a ripescarli, così come ho ripescato il sito, nascosto nell'archivio di un vecchio computer.

Qui comunque trovate le interviste dell'epoca a me e a mio figlio Federico.